Strage di Erba, ora fanno rissa anche gli avvocati dei Romano e di Azouz

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Sinceramente non sappiamo se sia una prassi quella dell'insulto tra avvocati, nel senso che non ci è mai successo di vedere un battibecco come quello andato in scena oggi, ma comunque sia non ci sembra un grande esempio. Mentre prosegue il processo per la strage di Erba, dopo la dichiarazione di Olindo Romano sul lavaggio del cervello, in aula si scatena la guerra tra legali.

A pochi minuti dall'inizio c'è stato un forte battibecco tra uno dei difensori dei coniugi Romano, Enzo Pacia, e il difensore di Azouz Marzouk, Roberto Tropescovino. Se non sono i protagonisti della vicenda a riprendersi davanti alla stampa (Azouz lo ha fatto più volte) sono i loro legali.

Ecco cosa è successo. Abbiamo visto le immagini a Sky tg24 ma non le abbiamo ancora trovate online. Nel caso le pubblicheremo immediatamente.

Pacia ha lamentato che alcuni avvocati «già abbiano emesso condanne in interviste». Tropescovino ha risposto parlando di «attacco personale sconsiderato», per poi affermare: «Il diritto di cronaca è sacrosanto e questo è un attacco inutile e sconsiderato». «Sconsiderato sei tu», ha risposto con veemenza Pacia. Il presidente della Corte d'assise di Como, Alessandro Bianchi, ha lasciato l'aula con i giudici popolari affermando: «Quando avete finito con queste sceneggiate riprendiamo».

E prosegue il Corriere: La difesa dei Romano si è detta «molto turbata» dall'atteggiamento degli avvocati delle parti civili che continuano a rilasciare interviste sulla condanna certa di Olindo e Rosa Bazzi, accusati del quadruplice omicidio di Erba. L'avvocato Enzo Pacia, che difende i coniugi, preannuncia «istanza di remissione».

«Comincio ad essere molto turbato - ha detto l'avvocato in aula - nessuno può ignorare che vengano pronunciate sentenze da parte di avvocati che rappresentano l'accusa». La difesa per ora ha solo preannunciato istanza di remissione e quindi la possibilità che il processo possa essere celebrato in un'altra città e ha chiesto al presidente della Corte d'Assise, Alessandro Bianchi, di «intervenire perché si finisca di processare i nostri assistiti - sottolinea Pacia - fuori da quest'aula».

Sicuramente i processi sono cambiati. Dai tempi del delitto di Cogne si è andati verso quel concetto, ribadito più volte, del processo mediatico. Perchè? Soldi, sempre questione di soldi. 

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